Nuova batteria a stato solido da Hitachi Zosen

Il produttore industriale giapponese Hitachi Zosen ha sviluppato una batteria a stato solido che sembra abbia una delle più alte capacità del settore. L’azienda di Osaka afferma che questa nuova batteria a stato solido amplia le possibilità di funzionamento in termini di gamma di temperature. La batteria sarà presto testata in macchinari industriali e nell’industria aerospaziale.

Le batterie allo stato solido continuano ad evolvere tramite ricerche e progressi tecnologici grazie al loro potenziale di maggiore efficienza. Offrono anche un’infiammabilità significativamente inferiore grazie all’uso di un elettrolita solido rispetto al liquido presente nelle batterie agli ioni di litio.

Diverse aziende in tutto il mondo continuano a sviluppare batterie a stato solido, ma rimangono grandi problemi di scalabilità a causa dei costi elevati e delle capacità limitate. Detto questo, il produttore giapponese prevede di raddoppiare la capacità della batteria entro il 2025. A questo proposito, dice che ha già iniziato il lavoro su una piccola produzione del prototipo di questa batteria molto promettente.

La batteria allo stato solido di Hitachi Zosen (foto di Ryotaro Sato)

Un uso specificamente nello spazio

Ad oggi non possiamo dire che questo tipo di batteria sia in grado di entrare con efficacia nelle nostre apparecchiature domestiche: una capacità di 1000mAh è evidentemente troppo bassa se consideriamo il fatto che un normale smartphone usa oggi batterie che hanno una capacità anche 5 o sei volte maggiore.

Hitachi Zosen però immagina di usare la sua tecnologia in ambienti particolari, al momento: ha infatti annunciato un accordo con l’agenzia aerospaziale giapponese (JAXA) per testare le sue batterie sul campo, nello spazio. La nuova batteria infatti dovrebbe alimentare le apparecchiature fotografiche presenti nel modulo giapponese Kibo e se tutto andrà come da piani sarà installata già in autunno e testata per sei mesi.

Hitachi Zosen quindi è più interessata al momento ad applicare le sue tecnologie a condizioni di frontiera, in cui l’uso dell’elettrolita a stato solido offre vantaggi importanti anche a fronte di una minore capacità: il fatto che sia molto meno soggetto a surriscaldamento e a rischio di incendio è un fattore fondamentale nelle applicazioni nello spazio, dove è estremamente difficile lavorare in sicurezza. Bisogna ricordare infine che le batterie a stato solido non usano sigillanti né solventi, e il fatto di avere meno sostanze potenzialmente impure in un ambiente sterile come quello della Stazione Spaziale Internazionale è forse altrettanto importante.

Vedremo come andranno questi test, e come queste applicazioni saranno in grado di spostare in avanti la frontiera delle batterie a stato solido anche per applicazioni “terrestri”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *